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Incontro della delegazione cattolica con il Patriarca Kirill

«Davvero Bari è il centro che unisce Oriente e Occidente... preghiamo perché questa città diventi sempre più “città di mediazione”»

La delegazione cattolica presente a San Pietroburgo si è incontrata venerdì 28 luglio 2017 con il Patriarca di Mosca e di tutte le Russie Kirill, nelle stanze del suo Palazzo di rappresentanza, a termine della Divina Liturgia celebrata presso la Lavra nella Cattedrale della Santa Trinità in San Pietroburgo.
La delegazione cattolica era così composta:
S.E. il Cardinale Kurt Koch, Presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani
S.E. Mons. Francesco Cacucci, Arcivescovo di Bari-Bitonto
Rev.do P. Ciro Capotosto, O.P., Rettore della Basilica di San Nicola di Bari
Rev.do P. Hyacinthe Destivelle, O.P., Officiale del PCPUC
Rev.do Carlo Cinquepalmi, Direttore dell’Ufficio diocesano delle Comunicazioni Sociali.

Il Patriarca, introducendo l’incontro, ha voluto subito ringraziare gli ospiti della loro presenza e ringraziare per questo gesto-evento che rinsalda i rapporti tra la Chiesa Cattolica e quella Russa. La venerazione della reliquia – ha affermato – ha coinvolto tutti i ceti sociali: ricchi, poveri, politici, artisti e fedeli di tutte le età. Le cifre le conosciamo: più di due milioni e mezzo. Qualcuno può pensare che non siano molti rispetto agli abitanti della Russia, ha ricordato Kirill, ma la reliquia è stata esposta solo in due città e la Russia è molto grande con grandi distanze da coprire. Ma grazie alle televisioni e a tutti i Media, questo evento ha raggiunto molte più persone. Rivolge poi un ringraziamento speciale al Cardinale Koch, all’Arcivescovo Cacucci e a P. Ciro: “che il Signore, per le preghiere di San Nicola, rinforzi i nostri popoli e dia la forza per vivere e testimoniare i valori cristiani che molti stanno dimenticando”.

Prende la parola il card. Kurt Koch, Presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani ed esordisce affermando come un senso di meraviglia abbia caratterizzato questo evento: “all’inizio non avevamo creduto”. Il dolore per le divisioni delle chiese cristiane è grande e citando San Paolo che affermava in una sua lettera “Se un membro del Corpo di Cristo soffre, tutto il corpo soffre”, afferma: “Abbiamo tante ragioni e ci sono stati tanti momenti in cui abbiamo condiviso le sofferenze, ma oggi abbiamo voglia di condividere la gioia. Spero che San Nicola continui ad operare ulteriori miracoli, specie per il cammino verso l’unità tra Oriente e Occidente. Da soli non possiamo fare niente. Solo l’intercessione dei Santi può compiere questo”.

Riprende la parola il Patriarca e fa notare come questo evento si sia svolto anche grazie all’apporto di tanti volontari: 14 mila. “Un intero esercito”! Che ora continuerà la sua opera andando negli ospedali, nelle carceri, tra i giovani”. “Questo è un altro miracolo di San Nicola”.

Mons. Cacucci introduce il suo intervento ringraziando il Patriarca per il dono della croce pettorale, “uno dei doni più belli ricevuti nella mia vita”. E ricorda come l’amicizia tra la Chiesa Russa e la città di Bari ha radici lontane. “Ricordo – ero giovane prete – quando nel 1969 il Patriarca Nikodim, Metropolita dell’allora Leningrado, visitò la nostra città e lei Eccellenza era suo segretario. So bene come il riferimento a Nikodim sia impresso nel vostro e nel nostro cuore. Il frutto di quella visita portò, grazie anche alla mediazione e all’opera dell’allora Arcivescovo di Bari, mons. Enrico Nicodemo, alla inaugurazione di una cappella con l’iconostasi nella cripta della Basilica di San Nicola per permettere ai pellegrini russi di celebrare la Liturgia”. Da allora la presenza dei fedeli russi a Bari è stata – e lo è ancora – la presenza più numerosa del mondo ortodosso. Mons. Cacucci ricorda ancora come i rapporti si siano ulteriormente rinsaldati nel 2004, quando c’è stata la seconda visita qui a Bari e Kirill rappresentava l’allora Patriarca Alessio II. In quell’occasione venne fatta la promessa di donare al Patriarcato di Mosca la Chiesa Russa che sorge a Bari. Proprio nel 2005 - ricorda ancora Cacucci – sono stato nuovamente ricevuto a Mosca, accompagnato dall’allora sindaco Michele Emiliano, per avviare le procedure e tenere fede alla promessa del dono della Chiesa. “Ma non potevo immaginare il culmine che stiamo vivendo! Davvero grazie al Santo Padre Francesco che ha voluto accogliere la sua richiesta nell’incontro con Lei nel 2016 a Cuba”. “Ma non potevo immaginare nemmeno l’intensità con la quale è stato vissuto questo evento, non solo a Mosca o a San Pietroburgo, ma sono particolarmente felice anche per la positiva reazione dei baresi”. Mons. Cacucci si è fatto poi rappresentante della richiesta del Sindaco di Bari Antonio Decaro e del Governatore della Puglia Michele Emiliano: “è loro desiderio consegnare a Lei le chiavi della città di Bari”. È una consegna che nella nostra cultura ha un grande significato: significa consegnare il cuore, gli affetti, ad una persona cara. “Io consegno al suo cuore questo loro desiderio e mi auguro che in futuro Lei possa venerare in terra di Bari il Santo Nicola”. “Rivolgo anche il saluto da parte del Priore Padre Ciro e di tutta la Basilica con la consapevolezza comune che le reliquie di San Nicola non sono proprietà di Bari, ma di tutta la cristianità, di Oriente e di Occidente”. “Saluto e ringrazio di cuore anche il Metropolita Hilarion e i suoi collaboratori per l’affetto e la disponibilità.

Il Patriarca Kirill, rivolgendosi a mons. Cacucci si dice “riconoscente e colpito per ciò che ha ascoltato. Davvero Bari è il centro che unisce Oriente e Occidente” ed invita a pregare perché questa città diventi sempre più “città di mediazione”. E continuando: “viviamo in un’epoca e in un mondo sempre più difficile e complicato che non possiamo ignorare e ogni gesto, ogni azione diventano densi di significato. A partire da ciò che stiamo vivendo. Che cos’è questo momento? Non è solo diplomazia! È la prima volta nella storia dei rapporti tra le due confessioni cristiane che i due Primati di Oriente e Occidente si siano accordati perché avvenisse quello che stiamo vivendo. Non è un dialogo teologico questo, ma di popolo e di devozione”. Infatti, continua il Patriarca – quando le Commissioni cattoliche e ortodosse si incontrano e si discute a livello teologico, certo questo è un ulteriore contributo allo sviluppo dei rapporti, ma “nessuno leggerà i documenti; nessuna trasmissione televisiva o nessun giornale riporterà qualcosa. Ma questo evento ha colpito l’immaginazione di tutto il popolo cristiano, per questo tutti ne hanno parlato”. Davvero è importante e fondamentale fermare ogni conflitto e divisione e invocare il dono dello Spirito Santo: “con la diplomazia non si raggiunge nessun effetto! Bisogna andare oltre e incitare e sviluppare forme devozionali, partendo dai pellegrinaggi, come questo della traslazione della reliquia a Mosca e a San Pietroburgo”. Nel dialogo ecumenico – continua – un ruolo fondamentale possono ricoprirlo i numerosi monasteri sia orientali sia occidentali, perché i monasteri sono “i custodi delle tradizioni”.

A conclusione dell’incontro il Patriarca Kirill ha dato al cardinale Koch una lettera personale da consegnare al Santo Padre Francesco e salutandoci ha affermato: “il nostro incontro all’Havana non è stato un caso isolato”.

don Carlo Cinquepalmi
Ufficio Comunicazioni Sociali
Arcidiocesi di Bari-Bitonto

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