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Intervento del Presidente del Rinnovamento nello Spirito Dott. Salvatore Martinez a Bari

Intervento tenuto a Bari, nella Conferenza Stampa di presentazione dell'evento Dieci Piazze per Dieci Comandamenti. “Quando l’Amore dà senso alla Tua vita…”, il 12 giugno 2013

Dopo Roma, Napoli e Verona (8 – 15 settembre dello scorso anno), è ripartita da Milano l’8 giugno, con un grande successo di pubblico (oltre 10.000 persone) e un boom di ascolti televisivi per TV2000 che ne ha trasmesso la diretta, questa singolare iniziativa promossa dal Rinnovamento nello Spirito, in collaborazione con il Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione e con la Conferenza Episcopale Italiana.

Dieci Piazze per Dieci Comandamenti è un evento di popolo di alto spessore ideale, morale, spirituale mai realizzato in precedenza. Una corale partecipazione istituzionale, in cui Chiesa, Stato e Società civile cercano di dialogare insieme, pubblicamente, nelle Piazze simbolo della nostra storia italiana. Arcivescovi e Sindaci, giornalisti e filosofi, economisti e letterati, poeti e musicisti, scienziati e sportivi saranno protagonisti di una singolare, creativa, positiva e propositiva rilettura del Decalogo. Con loro, con noi, anche Papa Francesco, che si renderà presente con uno speciale Video messaggio d’indirizzo sul tema generale del Progetto: “Quando l’Amore dà senso alla Tua vita…”

Dunque, ci portiamo in Piazza non per “protestare”, ma per “proporre” stili di vita antichi e sempre nuovi, piattaforme valoriali comuni di socialità e di cittadinanza.

Saremo a Bari, sabato 15 giugno, alle ore 20.30 in Piazza della Libertà, con la rilettura del VI comandamento “Non commettere atti impuri”, per vivere una grande occasione d’incontro tra credenti, “quasi credenti” e coloro che dicono di non credere, ai quali certamente non sfuggirà che molti di questi Comandamenti, se non osservati, non sono solo “peccati” che violano la legge di Dio, ma “reati” che violano le leggi dello Stato.

Abbiamo deciso di riproporre i Dieci Comandamenti oltre il puro significato letterale dei testi, così da riavvicinarli agli uomini del nostro tempo, in special modo alle nuove generazioni, ai loro problemi e alle loro legittime attese. Impresa non semplice, se applicata, ad esempio, ad un comandamento scomodo come quello che sarà “in scena” a Bari. Un comandamento che, nel significato corrente, sembrerebbe dire soltanto “non fornicare e non commettere adulterio”; in realtà, l’uso “impuro del corpo” si estende anche a quelle prassi improprie che degenerano spesso in vere piaghe sociali, quali la prostituzione, la pedofilia, il femminicidio.

I Dieci Comandamenti sono precetti comuni alle tre religioni monoteiste e non solo. Sono il fondamento di tutte le costituzioni e di tutti gli ordinamenti statali democratici del mondo. Sono una sorta di “codice etico” per la cultura d’Occidente e d’Oriente, di certo il portato di massima civiltà e di umanizzazione esperimentato dagli uomini.

I Dieci Comandamenti hanno segnato il cammino umano, spirituale, economico, politico di generazioni, popoli e nazioni di ogni razza, cultura e tradizione, per secoli e secoli.

Ora, per quanti vivono nel disorientamento e nel disordine, per le nostre comunità spesso dimentiche delle memorie e delle tradizioni che ne hanno segnato bellezza e grandezza, i Dieci Comandamenti possono rappresentare come un nuovo “sistema segnaletico”, un nuovo indicatore di progresso, per un progresso veramente umano.

I Dieci Comandamenti sono ancora oggi i migliori districatori di senso e i migliori indicatori di buone prassi nei labirinti confusi della nostra modernità, tempo in cui il progressivo esilio di Dio e delle sue leggi dalla storia stanno rendendo la nostra umanità sempre più fragile, contraddittoria, spesso disumana, addirittura antiumana.

La nostra umanità sembra mancare di un “principio spirituale unificatore” dell’esistente, di regole oggettive per dare nuova cittadinanza alla legge dell’amore, che è legge di prossimità creativa e benefica. Si tratta per noi, dunque, di “rifecondare l’umano”, di offrire agli uomini la possibilità di vivere una vita buona, piena, ricca di significati e di ideali alti e nobili.

I Dieci Comandamenti, in fondo, sono come uno specchio in cui è possibile vedere riflessa la nostra immagine umana, vedere cioè la nostra libertà di uomini, la verità del nostro essere uomini e del nostro essere in relazione con Dio, con chi è nostro prossimo, con il creato.

Una nuova formulazione dei Dieci comandamenti potrebbe cercare di ricondurli a un livello più personale, così da presentarli come esigenze spontaneamente emergenti dall’animo umano, in ordine a una vita dignitosa e serena, invece che come regole imposte dall’esterno, sia pure da una divinità.

Haim Baharier, un celebre pensatore ebraico, ha affermato che “leggere il Decalogo come una lapide di imperativi è l’errore di chi teme di cimentarsi con il pensiero, di chi col pensiero ha paura di scottarsi”.

In tal senso, il Papa emerito Benedetto XVI, nel suo Video messaggio registrato ad hoc a sostegno del Progetto Dieci Piazze per Dieci Comandamenti e trasmesso a Roma, Napoli e Verona, affermava: “Quando nella sua esistenza l’uomo ignora i Comandamenti, non solo si aliena da Dio e abbandona l’alleanza con Lui, ma si allontana anche dalla vita e dalla felicità duratura. L’uomo lasciato a se stesso, indifferente verso Dio, fiero della propria autonomia assoluta, finisce per seguire gli idoli dell’egoismo, del potere, del dominio, inquinando i rapporti con se stesso e con gli altri e percorrendo sentieri non di vita, ma di morte”.

E aggiungeva: “Gesù viene a dare compimento ai Dieci Comandamenti, innalzandoli e riassumendoli nel duplice comandamento dell’amore: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente… Amerai il prossimo tuo come te stesso» (cfr Mt 22,37-40)”.

Il cristianesimo, in Gesù Cristo, ha portato a pienezza, a perfezionamento la via dell’amore per Dio e per gli uomini. Ha dilatato il comandamento dell’amore sino all’estremo dei nemici e dei persecutori, sino al martirio e alla santità. Ha fatto dell’amore un “sì” pieno, un “sì” che vince ogni “no” alla vita, ogni “no” ad un amore che si fa misericordia e giustizia, compassione e promozione umana, difesa degli ultimi, dei piccoli, dei poveri.

Urge ritrovare questa nuova sintassi dell’amore.

Urge ritrovare un linguaggio più profondo che dia voce all’interiorità, al cuore, allo spirito umano.

 

Urge ridare al nostro Paese la vera chiave interpretativa delle tante crisi vigenti: la crisi è spirituale e attanaglia il cuore dell’uomo rendendolo indifferente verso Dio, fiero della propria autonomia assoluta fino all’egolatria, cioè l’idolatria di se stesso, sempre più schiavo degli idoli del piacere, del potere, dell’avere.

Urge vincere una falsa idea di laicità che vorrebbe che si desse a Cesare quel che è di Dio e a Dio solo disprezzo.

Urge stare insieme, con più fiducia, e insieme ridare cittadinanza all’amore, facendo dei Dieci Comandamenti “dieci vie d’amore”.

È soprattutto questo il pensiero di Papa Francesco, così come si evince dal Video messaggio che il Santo Padre, dopo Benedetto XVI, ha voluto realizzare per accompagnare il nostro Progetto, di città in città, esplicando con grande efficacia il tema generale del progetto - “Quando l’Amore dà senso alla Tua vita…” .

Lo speciale video messaggio di Papa Francesco, il primo del suo Pontificato, che ha voluto legare a questa Iniziativa, è stato trasmesso per la prima volta a Milano, sabato 8 giugno, e sarà replicato a Bari e nelle Piazze che verranno.

Il Santo Padre afferma: “I Dieci Comandamenti sono un dono di Dio. La parola «comandamento» non è di moda; all'uomo d'oggi richiama qualcosa di negativo, la volontà di qualcuno che impone limiti, che mette ostacoli alla vita. I Dieci Comandamenti vengono da un Dio che ci ha creati per amore, da un Dio che ha stretto un'alleanza con l'umanità, un Dio che vuole solo il bene dell'uomo. Diamo fiducia a Dio! Fidiamoci di Lui! I Dieci Comandamenti ci indicano una strada da percorrere… Lasciamoci guidare da queste Dieci Parole che illuminano e orientano chi cerca pace, giustizia e dignità. I Dieci Comandamenti indicano una strada di libertà”.

Percorriamo insieme, allora, questa “strada di libertà” che passa da Bari e che da Bari intende parlare a tutto il Paese e annunciare una novità di bene.

Questo è il nostro augurio, il nostro invito, il nostro impegno.

Salvatore Martinez

Presidente "Rinnovamento nello Spirito"

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