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L'inedito di Madre Teresa: «I poveri sono la nostra gioia»

«Quando conosceremo veramente i piccoli e i deboli, potremo sperimentare la speranza che sanno donare». Il discorso che la Missionaria della carità tenne ai giovani nel suo primo viaggio a Milano, nel 1973

Sono riconoscente a Dio di avermi dato questa possibilità di ringraziare ognuno di voi e l’intera città di Milano per quell’amore e quella premura che avete dimostrato attraverso tutti quei missionari che da qui sono venuti ad aiutare la nostra gente in India.

Sono molti i missionari di Milano che hanno consacrato e dedicato le loro vite al servizio dei loro fratelli in India e in altre parti del mondo. Le mie suore, le Missionarie della Carità, e così pure i Fratelli Missionari della Carità, hanno offerto le loro vite per portare ai poveri l’amore di Cristo – un amore che si esprime mediante il loro servizio – e per dimostrare loro che Dio li ama.

La vita vissuta dalle nostre suore e dai nostri fratelli è il frutto di quell’unione con Dio che nasce dalla preghiera e dalla fedeltà ai voti che hanno professato. La nostra attività, il nostro lavoro, il nostro servizio ai poveri non sono che l’espressione concreta del nostro amore per Dio. Nell’intento di portare un po’ di sollievo alla vita dei poveri, noi scegliamo liberamente di essere poveri come loro, in modo da poter comprendere la loro povertà. La povertà, per noi, è la libertà di servire i più poveri tra i poveri. Abbiamo bisogno della vita di preghiera per essere capaci di vedere Cristo sotto le sembianze del volto sfigurato dei poveri...

Madre Teresa di Calcutta

L'articolo intero è pubblicato sull'edizione cartacea di Avvenire del 22 luglio

© Avvenire, 22 luglio 2016

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