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L’abbraccio di Ugento al vescovo Angiuli

Domenica l’ingresso in diocesi «Questa Chiesa ha tre fari: la fede di popolo, l’esempio di santità, la protezione di Maria»

Ugento. C’erano i fedeli di tutte le parrocchie, e tanti altri provenienti dalla sua città natale Sannicandro (Bari), insieme alle autorità, ad accogliere domenica scorsa il nuovo vescovo di Ugento-Santa Maria di Leuca, monsignor Vito Angiuli alla Porta San Nicola. È arrivato nella cittadina salentina dopo un vero «pellegrinaggio» che ha avuto come tappe le tombe dei suoi predecessori Giuseppe Ruotolo e Mario Miglietta a Leuca, Michele Mincuzzi e Vito De Grisantis a Lecce, e del servo di Dio Tonino Bello ad Alessano. Nel suo saluto alle autorità ha ricordato il grande dovere che hanno di mettere al centro della loro azione l’uomo, tutto l’uomo, sia nel lavoro di cura responsabile, sia nella promozione umana e nello sviluppo delle pari opportunità, sia nel sostegno alla vita e alla famiglia; particolare attenzione è stata richiesta nei confronti dei giovani stretti sotto la morsa della disoccupazione che in queste zone arriva fino al 50%. In corteo, accompagnato dal canto delle litanie, monsignor Angiuli è giunto alla Porta della Cattedrale, dove è stato accolto dal parroco con il crocifisso in mano, che ha adorato e baciato come prevede la tradizione. Poi la lettura della Bolla Pontificia da parte dell’amministratore diocesano monsignor Gerardo Antonazzo.

Nell’omelia il nuovo vescovo ha spiegato concretamente il grande valore di una diocesi così piccola e così periferica, visitata da Benedetto XVI non più di due anni fa. Questa chiesa particolare ha tre fari: la fede del popolo di Dio che qui vive, una fede colma di umanità, incarnata, ricca di memoria, che si fa progetto; l’esempio della santità di monsignor Tonino Bello «vescovo fatto popolo», che sapeva servire i poveri e che passava notti insonni in ginocchio davanti al tabernacolo; la materna protezione della Vergine de finibus terrae (la Madonna di Santa Maria di Leuca). Domani mattina a tutte le parrocchie sarà recapitata la prima lettera pastorale del nuovo vescovo, nella quale egli, a partire dal presepe, dà precise indicazioni sul ruolo pastorale della parrocchia, che deve essere capace di vedere il volto di Dio, prostrarsi davanti alla sua infinita maestà e bellezza, adorarlo, e lanciarsi nell’impegno missionario dove c’è bisogno di amore e di speranza.

Luigi Russo
Responsabile Comunicazioni Sociali
Diocesi di Ugento-S. Maria di Leuca

 

© Avvenire, 21 dicembre 2010

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