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La “faccia” dello Spirito Santo tra i 200.000 di San Pietro

Che faccia ha lo Spirito Santo? Una colomba, a una fiammella di fuoco, a un vento impetuoso... Si tratta di un soggetto difficile da fissare, eppure così presente ome era presente ieri e stamattina in piazza San Pietro, tra le centinaia di migliaia di persone che hanno partecipato all'incontro di Francesco con i movimenti

Che faccia ha lo Spirito Santo? A chi assomiglia? A cosa può pensare l'uomo comune quando pensa allo Spirito Santo? A una colomba, a una fiammella di fuoco, a un vento impetuoso... Ognuno si scelga ciò che evoca di più la forma e l'azione di questo "soggetto" difficile da fissare in una parola, eppure così presente.
Come era presente ieri e stamattina in piazza San Pietro, tra le centinaia di migliaia di persone che hanno partecipato all'incontro di Francesco con i movimenti, una presenza che si percepiva guardando i volti di questo popolo variopinto e multietnico. Il Papa li ha accolti e insieme li ha sfidati, li ha ringraziati perché sono "un dono e una ricchezza per la Chiesa", alleati preziosi della nuova evangelizzazione, e li ha messi in guardia dal chiudersi nell'orticello rassicurante del proprio gruppo, "in strutture caduche che hanno perso la capacità di accoglienza". "Lo Spirito Santo... ci salva dal pericolo di una Chiesa gnostica e di una Chiesa autoreferenziale, chiusa nel suo recinto" e "ci spinge fino alle periferie esistenziali per annunciare la vita di Gesù Cristo".
Poche parole, come usa fare Francesco, ma che vanno dritte al fondo della questione: cosa davvero può rispondere al desiderio di felicità che abita nel cuore di ogni uomo? La risposta non sta in una formula teologica, sta nell'incontro con una Persona. E chi l'ha incontrata, non può fare a meno di offrire il tesoro che gli è stato regalato a quelli che gli stanno a fianco.​ ​

Giorgio Paolucci

© Avvenire, 19 maggio 2013

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