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L'amore vicino

«Rallegratevi sempre nel Signore: il Signore è vicino», esorta l’apostolo Paolo. Sta dunque qui il punto roccioso della vita: la vicinanza di Dio all’uomo, la vicinanza dell’Amore

È possibile la gioia del Natale? Le preoccupazioni e i disagi non mancano mai, ma oggi si avvertono con maggiore corposità: il volto vero della crisi internazionale, che segna anche il nostro Paese, si è manifestato. Forse, nel tempo l’umanità non ha visto abbastanza, o forse non ha voluto guardare, ma una grande mutazione era in atto. Avrebbe costretto a rivedere gli stili di vita e, prima ancora, di lavoro, di fare economia e, soprattutto, finanza. Più ampiamente, mi pare che siamo sollecitati a ripensare il modo di vivere insieme, di fare società.

Dentro alla stretta dell’ora presente, è possibile allora la gioia del Natale? Quella gioia che ci auguriamo gli uni gli altri quando ci auguriamo un Natale buono? Oppure dobbiamo rassegnarci a vivere senza luce e senza speranza, e quindi senza gioia? Ma è possibile vivere senza speranza? L’esperienza ci dice che non è possibile… e che non lo vogliamo! Così come non si può vivere senza certezze. Non tutto nella vita umana è certo, ma non tutto può essere incerto. Un qualche punto fermo e sicuro deve esistere da qualche parte. Ed esiste! «Rallegratevi sempre nel Signore: il Signore è vicino», esorta l’apostolo Paolo. Sta dunque qui il punto roccioso della vita: la vicinanza di Dio all’uomo, la vicinanza dell’Amore. In Gesù, nella grotta di Betlemme, Dio si è messo dalla nostra parte, di noi pellegrini affaticati nel tempo; si è fatto uno di noi per stare con noi, per portare con noi la vita in ogni circostanza, perché nessuno sia solo. Quale commovente stupore dei pastori nella notte santa, davanti a quella carne di Bimbo che portava il cielo sulla terra! Anche noi vogliamo essere come gli umili pastori, gente dal cuore semplice e dallo sguardo lungo e penetrante che sa vedere il Dio-con-noi.

Ma se Lui è con noi, anche noi dobbiamo essere con Lui e così essere con gli altri, riconosciuti non solo come simili, ma come fratelli. Sta qui la radice della solidarietà più vera e della dedizione che deve ispirare famiglie, lavoro, società. Sta qui la sorgente della fiducia robusta che non è frutto di un ottimismo superficiale e colpevole; è questa la fonte del coraggio per guardare avanti, al domani della nostra vita e della vita di tutti. Ma insieme!

Insieme a tutti i livelli e ambienti: dai responsabili della cosa pubblica, del mondo del lavoro, della finanza e dell’economia, del condominio e del borgo, dei singoli cittadini. Abbiamo bisogno di purificare lo sguardo da illusioni menzognere, da sogni di vita facile e lussuosa, da invidie corrosive, da ingordigie devastanti, da furbizie egoiste.

Alla luce del Bambino vogliamo purificare lo sguardo e riscoprirci fratelli che guardano verso il medesimo orizzonte e camminano insieme con fiducia e coraggio. E quindi con la letizia nel fondo del cuore. Buon Natale.


Card. Angelo Bagnasco
 
© Avvenire, 24 dicembre 2011
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