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Meditazione sul Natale. Turoldo e la notte del cuore

Cosa significa il Natale per la nostra vita? Nell’invocazione di Turoldo, il Signore che viene è la risposta alle angosce, a vecchie e nuove povertà dell’uomo

Natale cade il 25 dicembre certo, però il suo significato va oltre una semplice data. Gesù che nasce infatti non è soltanto un’immagine romantica ma la sorgente stessa della speranza cristiana.

Natale ogni giorno

Natale ogni giorno allora. Perché ogni giorno l’uomo ha bisogno di una luce che rischiari il buio della sua solitudine, ogni giorno deve impegnarsi a costruire la pace, ogni giorno c’è un fratello che chiede il nostro sostegno e aiuto. Sentimenti che David Maria Turoldo, frate dei servi di Maria e poeta, di cui il 22 novembre è stato ricordato il centenario dalla nascita, ha trasformato in preghiera.

Vieni sempre Signore

Vieni di notte, ma nel nostro cuore è sempre notte:
e dunque vieni sempre, Signore.
Vieni in silenzio, noi non sappiamo più cosa dirci:
e dunque vieni sempre, Signore.
Vieni in solitudine, ma ognuno di noi è sempre più solo:
e dunque vieni sempre, Signore.
Vieni figlio della pace, noi ignoriamo cosa sia la pace:
e dunque vieni sempre, Signore.
Vieni a liberarci, noi siamo sempre più schiavi:
e dunque vieni sempre Signore.
Vieni a consolarci, noi siamo sempre più tristi:
e dunque vieni sempre Signore.
Vieni a cercarci, noi siamo sempre più perduti:
e dunque vieni sempre Signore.
Vieni, tu che ci ami, nessuno è in comunione col fratello
se prima non è con te, o Signore.
Noi siamo tutti lontani, smarriti,
né sappiamo chi siamo, cosa vogliamo:
vieni, Signore. Vieni sempre, Signore.

Riccardo Maccioni

© Avvenire, giovedì 22 dicembre 2016

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