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«Mi aiuti a farmi santo». 77ª Giornata del Seminario, domenica 29 gennaio 2017

È un dono per la nostra Chiesa diocesana, nel mese di Gennaio, accanto alla riflessione sull’educazione alla Pace e alla grande settimana di preghiera per l’Unità dei Cristiani, poter rilanciare, con uno sguardo carico di speranza, la propria adesione consapevole e gioiosa al grande disegno di Dio, spronata dalla Giornata del Seminario che in questo 2017 celebriamo domenica 29 gennaio

Tutti abbiamo riconosciuto che la Missione Giovani dello scorso settembre è stata un’esperienza straordinaria di annuncio vocazionale con la presenza di religiosi, religiose e dei quasi 200 giovani del Seminario regionale di Molfetta di cui parecchi svolgono quasi settimanalmente il tirocinio pastorale in diverse nostre Parrocchie. Quest’anno dunque la Giornata del Seminario non può non mettersi in scia a questo grande momento di Grazia, affinché si crei in maniera stabile, come auspicano svariati pronunciamenti magisteriali, una sensibilità vocazionale non riducibile ad eventi o circostanze ma che animi tutta la Pastorale, dandole orizzonte e senso: “la pastorale vocazionale unitaria si fonda sulla vocazionalità di tutta la Chiesa e di ogni vita umana, come chiamata e risposta. Ciò sta alla base dell’impegno unitario di tutta la Chiesa per tutte le vocazioni e in particolare per le vocazioni di speciale consacrazione” (Nuove Vocazioni per una Nuova Europa, 22).

Il tema di questa 77ª Giornata del Seminario, “Mi aiuti a farmi santo”, riprende la traccia formativa di quest’anno del nostro Seminario diocesano, in sintonia con le indicazioni pastorali che l’Arcivescovo ha dato all’intera Diocesi. Mi aiuti a farmi santo, cinque parole scritte da san Domenico Savio su un bigliettino augurale per l’onomastico di don Bosco, illuminano il cammino dei nostri quattro seminaristi e dei ragazzi e dei giovani che accompagniamo nel discernimento. Innanzitutto per una vicinanza anagrafica: tredici anni aveva Domenico Savio quando scrisse queste parole, esattamente quanti ne hanno i ragazzi che iniziano il percorso residenziale in Seminario minore, come il nostro Alessandro che ha fatto ingresso lo scorso Settembre. C’è poi sintonia nel desiderio di santità e nel saper chiedere l’aiuto necessario, ed è quanto stanno sperimentando i più grandi, Vincenzo, Gioele e Vincenzo. E ciò che il Seminario offre loro, affiancandosi all’insostituibile opera educativa delle famiglie e delle loro Comunità parrocchiali, mira alla crescita equilibrata e integrale di ciascuno, così che la vita comunitaria, l’impegno nello studio, la vita spirituale, il gioco, il dialogo educativo, le relazioni familiari, con gli amici e i coetanei, l’appartenenza alla propria Comunità parrocchiale, il sentirsi parte e perciò responsabili di una storia comune più grande, sono dimensioni della vita che crescono bene dando significato pieno alle mille sfaccettature dell’esistenza, solo se tendono a svilupparsi insieme, in armonia, e solo così portano frutti abbondanti per il presente e per il futuro dei ragazzi.

Sono decenni che il lavoro e la riflessione sulla formazione si condividono con gli altri Seminari minori pugliesi, e avendo uno sguardo più ampio non si può negare che la proposta formativa, anche e non solo a motivo di Comunità sempre più piccole, ha dovuto nel tempo continuamente essere aggiornata in particolare nel metodo. Ci dà conferma di questo la nuova Ratio fundamentalis Institutionis Sacerdotalis “Il Dono della Vocazione presbiterale”, promulgata dalla Congregazione per il Clero lo scorso 8 dicembre, quando dice che “lo scopo del Seminario Minore è aiutare la maturazione umana e cristiana degli adolescenti, che mostrano di avere in sé i germi della vocazione al sacerdozio ministeriale, al  fine di sviluppare, conformemente alla loro età, quella interiore libertà che li renda capaci di corrispondere al disegno di Dio sulla loro vita” (n.18) e raccomanda in particolare che “i formatori curino che i Seminaristi mantengano convenienti e anche necessari rapporti con le proprie famiglie e con i loro coetanei, avendo bisogno di tali rapporti per un sano sviluppo psicologico, specialmente per quanto riguarda la vita affettiva” (n.23).

Aggiornarsi non è mai cosa facile: richiede ascolto, pazienza e soprattutto la luce dello Spirito. Chiunque ha fatto quest’esperienza, sa quanto bene faccia alla riflessione come al lavoro formativo respirare attorno a sé un clima di accoglienza e di sostegno. Per questo, per la nostra Comunità, la Giornata del Seminario o pro Seminario, come si chiamava un tempo, è davvero un momento dolce e consolante che nutre il lavoro e la fatica formativa quotidiana. Avvertire tangibilmente la premura della preghiera e dell’affetto dell’intera Comunità diocesana, di cui la Colletta ne è piccolo ma provvidenziale segno per la vita ordinaria del Seminario, è ogni anno, anche per i ragazzi, un’esperienza di Chiesa all’interno della quale unicamente trova senso e orizzonte il nostro lavoro e la loro formazione.

Anche quest’anno, l’Arcivescovo ha scritto un messaggio alla Diocesi ed è stato preparato il materiale per l’animazione liturgica domenicale e per le catechesi, con la speranza che risulti utile e perciò utilizzato in tutte le Parrocchie; per tutte le iniziative vi rimandiamo alla sezione del Seminario Arcivescovile all’interno del Notiziario, e per quanto ogni Comunità raccoglierà Domenica 29 Gennaio nella Colletta per il sostentamento del Seminario, già vi giunga la gratitudine di tutta la Comunità.

…e sul bel bigliettino augurale per questo nuovo anno, immagino proprio che il Seminario alla sua amata Diocesi non possa scrivere altro che “Mi aiuti a farmi santo!”

 

sac. Donatello De Felice

Rettore del Seminario Arcivescovile di Bari

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