Durante tutta la sua missione, l’identità di Gesù quale Figlio di Dio era stata occultata e non pubblicamente proclamata, per volontà di Gesù stesso, ma nella passione avviene la sua piena rivelazione: Gesù è il Figlio di Dio, il Messia manifestato al popolo di Israele e confessato da un pagano sotto la croce
La vicenda del chicco di grano è la vicenda di Gesù ma anche quella del suo servo, il quale, proprio seguendo Gesù, conoscerà la passione e la morte come il suo Signore, ma anche la resurrezione e la vita per sempre. Non sarà solo Gesù a essere glorificato dal Padre ma anche il discepolo, il servo che, seguendo il suo Signore, diventa suo amico
Lo sguardo di Giovanni sulla passione e morte di Gesù ci appare quasi insostenibile, eppure è lo sguardo che ci permette di vedere in una storia di morte una storia di amore: una storia gloriosa dell’amore umano vissuto da Gesù, che così ha narrato una volta per tutte di essere il dono di Dio all’umanità, la narrazione definitiva del suo amore
Ormai il luogo dell’incontro con Dio è il corpo di Gesù, il luogo del vero culto a Dio è Gesù. I sacrifici animali sono finiti per sempre, Gesù è la vera vittima del sacrificio: sacrificio secondo Dio, infatti, è dare la vita per gli altri e offrire il proprio corpo per amore
Nel mistero della trasfigurazione risuona l’invito decisivo per ogni discepolo e discepola di Gesù: occorre ascoltare lui, il Figlio, non le proprie paure, non i propri desideri, non le proprie immagini o le proprie proiezioni su Dio. Ormai anche per vedere e ascoltare Dio occorre vedere e ascoltare Gesù
Gesù è costantemente tentato, per quaranta giorni, senza mai cedere a una visione trionfalistica della venuta del Regno. Nella sua profonda umiliazione, testimonianza della sua tentazione vera, reale (non un teatrino esemplare per noi!), Gesù fa pace tra cielo e terra
I testi biblici del Mercoledì delle Ceneri ci indicano che il cuore non si converte semplicemente con un’auto-analisi. Il nostro intimo è invitato piuttosto a volgersi a Dio: «Ritornate a me con tutto il cuore» (Gl 2, 12). La conversione non è un tornare sui propri passi, non è un fare riferimento a se stessi, non è una inversione “ad u”, ma è, ben più radicalmente, un rivolgersi al Signore, accogliendo il suo amore ed amandolo.
Gesù andò in collera, perché sapeva vivere il conflitto e ribellarsi contro il male, la malattia, la situazione di schiavitù e di segregazione che rendeva come morto quell’uomo. Non era cosa giusta, ed ecco allora la collera di Gesù!
Gesù guarisce chi incontra, parlando, entrando in relazione, ma soprattutto suscitando fede-fiducia: e quando egli trova questa fiducia, allora può manifestarsi la vita più forte della morte
Com’era vissuta da Gesù una giornata? Egli predicava e insegnava con autorevolezza, incontrava delle persone liberandole dal male e curandole, pregava il Padre, trascorreva del tempo con la sua comunità