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Madrid: «Bienvenidos» ai giovani della Gmg

Dall’alto del suo piedistallo di marmo al centro di Plaza Colon, la statua di Cristoforo Colombo sembra guardare quasi con soddisfazione la scritta alta più di 30 metri sulla torre in vetro e cemento che domina la piazza

Bienvenidos - Welcome. Jornada Mundial de la Juventud. In fondo, alla configurazione del mondo così come è adesso, il navigatore genovese può ben dire di aver dato un contributo fondamentale. E anche se questa volta non è per merito suo che la Spagna tornerà ad essere «caput mundi» per una settimana, quell’addobbo bianco e rosso - certamente il più visibile tra quelli che il Comitato locale della Gmg ha dislocato nei luoghi in cui il Papa incontrerà i giovani dei cinque continenti - sembra quasi un segno del destino.

Destino di questa terra a vocazione missionaria e internazionale. Destino di una storia di fede che la Chiesa di Spagna - alle prese con il tarlo del secolarismo, come del resto altre nazioni di antica evangelizzazione - vuole rinverdire anche e soprattutto attraverso i giovani. E allora il benvenuto scritto a caratteri giganteschi in una delle piazze più centrali di Madrid è molto più che un saluto di rito. Mentre il conto alla rovescia galoppa sempre più veloce verso l’evento per il quale la capitale iberica si sta preparando da tre anni, la città assomiglia ad un cantiere aperto. Operai al lavoro in Plaza de Cibeles per gli ultimi ritocchi al bianco palco del primo incontro tra il Papa e i giovani, il prossimo 18 agosto (qui di solito si festeggiano le vittorie del Real e non è difficile prevedere che l’entusiasmo sarà più o meno lo stesso). Rumore di seghe e martelli anche dal vicino Parque del Retiro, luogo cult del footing cittadino, dove però i giovani della Gmg - in duecento confessionali di legno chiaro quasi ultimati - potranno sperimentare quel particolare fitness dello spirito che è il sacramento della riconciliazione. Infine squadre di giardinieri rifanno il trucco alle aiuole lungo il Paseo de la Castellana, l’arteria più lunga e importante di Madrid. Fiori bianco e gialli, naturalmente, in 40mila esemplari in tutta la zona che va da Paseo del Prado alla calle Recoletos fino a calle de Alcalà. E per quando arriverà Benedetto XVI saranno pronti anche striscioni e scritte sugli eleganti palazzoni liberty della zona più in di Madrid.

Intanto, alla spicciolata arrivano anche i primi pellegrini. Singolare – in tutti i sensi – l’esperienza di Haja Andriambelosoa, l’unico giovane del Madagascar che parteciperà alla Gmg e che ieri si aggirava quasi sperduto tra i viali del centro, dopo 24 ore di viaggio da Antananarivo. Per quelli come lui sono già al lavoro i volontari, facilmente riconoscibili per le magliette verdi con il logo. Vengono anch’essi da tutto il mondo e il loro quartier generale è alla Fiera di Madrid. Hanno il compito, appunto, di assistere i giovani e indirizzarli agli alloggi e ai luoghi della catechesi. Ma il cuore pulsante dell’organizzazione è al quarto piano di un padiglione del quartiere fieristico, in un enorme open space dove ormai da diversi mesi lavorano 400 persone, distinte in 16 settori. Vederli all’opera, seduti alle scrivanie disposte su tre file parallele lunghe una quarantina di metri ciascuna, ognuno con il proprio computer e telefono, è un colpo d’occhio eccezionale. Un intrecciarsi visibile e invisibile al tempo stesso di voci, e-mail, sms, lingue diverse, documenti e decisioni da cui in definitiva dipende la riuscita organizzativa della Giornata mondiale.

Più o meno la stessa atmosfera - fatte le debite proporzioni - si respira qualche chilometro più in là a Casa Italia, il centro direzionale a servizio dei 100mila giovani in arrivo dalla Penisola. Don Nicolò Anselmi, responsabile del Servizio di pastorale giovanile della Cei, ci accoglie con il sorriso sulle labbra e l’assicurazione che «tutto procede per il meglio». Poi sottolinea una serie di dati. «Da oggi (ieri per chi legge, ndr) 42mila ragazzi hanno iniziato i «giorni nelle diocesi». A loro se ne aggiungeranno altrettanti che verranno direttamente per le catechesi (in 48 luoghi diversi). I vescovi saranno 104». Ma quello che più sta a cuore a don Nicolò è il clima spirituale. «Già in questi giorni di vigilia posso dire che è molto bello. Sono sicuro che sarà una grande Gmg». Don Anselmi è genovese. Come Cristoforo Colombo. Gente che di solito il vento lo sa fiutare.

Mimmo Muolo
© Avvenire, 12 agosto 2011
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