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Editoriali

XXIV Domenica del Tempo Ordinario anno C. “Costui accoglie i peccatori e mangia con loro!”

Con il suo agire e il suo parlare Gesù ci rivela che Dio è sempre alla ricerca del peccatore, non è un Dio dei giusti, dei puri, che ama solo quelli che gli rispondono coerentemente. Dio sa che in verità tutti gli esseri umani sono peccatori, in un modo o nell’altro, e allora cerca di far sentire a tutti e a ciascuno il suo amore fedele e mai meritato. Ci porge questo amore, ce lo offre, ma se noi non sentiamo il bisogno di un Dio che ci renda giusti, se non sappiamo, o non vogliamo sapere di essere peccatori, allora impediamo a Dio di venirci a cercare

XXIII Domenica del Tempo Ordinario anno C. Le esigenze della sequela di Gesù

Nel chiamare discepoli e discepole dietro a sé Gesù non fa propaganda per le vocazioni, ma piuttosto dissuade, mette in guardia. Avremmo molto da imparare da questo suo atteggiamento, soprattutto quando la scarsità di vocazioni ci angoscia e ci fa paura: cattiva consigliera quest’ultima, che spinge ad accogliere tutti con molta superficialità e a non riconoscere e comunicare le difficoltà oggettive della sequela di Gesù

XXII Domenica del Tempo Ordinario anno C. La tavola, luogo di finzione o di comunione?

La festa si può vivere solo restando al proprio posto e non cercando di rubarlo agli altri. E ciò vale in qualsiasi comunità: stare al proprio posto senza ambire a posti più alti, senza cercare posti tenuti dagli altri, può essere faticoso ma è secondo “il pensiero di Gesù”, è evangelico e contribuisce alla vera costruzione della comunità. Gesù ci insegna inoltre a invitare alla nostra tavola quelli che non possono contraccambiare: se alla nostra tavola mancano i poveri, i malati, gli ultimi, si tratta di una tavola mondana, non secondo il Vangelo

XXI Domenica del Tempo Ordinario anno C. “Lottate per entrare attraverso la porta stretta!”

Noi crediamo di essere nell’intimità con il Signore, assidui alla sua presenza, ascoltatori della sua Parola, nutriti dai sacramenti, ma domandiamoci se a questo corrisponde ciò che il Signore chiede come impegno, urgenza, amore verso gli altri. Se infatti non realizziamo il bene e la giustizia nella vita, nel comportamento, nelle relazioni con gli altri, allora anche i mezzi sacramentali saranno evidenziati da Gesù come un inganno che abbiamo vissuto…

XX Domenica del Tempo Ordinario anno C. Fuoco, immersione, divisione

Parole “dure”, quelle di Gesù contenute nel brano evangelico di questa domenica. Ma parole che vanno comprese in piena obbedienza a Gesù stesso, colui che le ha dette per averle vissute in prima persona, nel suo essere un uomo abitato da grande passione e desiderio bruciante per Dio e per il suo Regno

Assunzione della Beata Vergine Maria

Lo specifico del cristianesimo è la speranza della resurrezione, la certezza che la morte non ha l’ultima parola sulle vicende degli uomini e della creazione

XIX Domenica del Tempo Ordinario anno C. “Non temere, piccolo gregge!”

Queste parole di Gesù dopo due millenni vengono ascoltate dai credenti in lui con commozione profonda e convinzione perseverante. Certo, per accoglierle e, di conseguenza, non temere ma gioire, bisogna essere davvero il piccolo gregge che segue Gesù fino alla fine. Non basta dirsi cristiani, ma per esserlo veramente occorre essere “poveri”, peccatori che desiderano conversione, uomini e donne che non confidano in se stessi ma sanno mettere la fede e la speranza in Gesù e nel suo Regno veniente

XVII Domenica del Tempo Ordinario anno C. La preghiera secondo Gesù

Gesù insegna che sempre Dio ci dà lo Spirito santo, se glielo chiediamo nella preghiera, e lo Spirito che scende nella nostra mente e nel nostro cuore, lui che si unisce al nostro spirito, è la risposta di Dio. Lo Spirito, a sua volta, ci insegna ad amare e ad accettare di essere amati dagli altri, sempre e in ogni situazione. Questo è l’esaudimento vero e autentico, questo è ciò di cui abbiamo veramente bisogno!

XVI Domenica del Tempo Ordinario anno C. La porzione buona

Grande è la novità di questa pagina: una donna si fa discepola di Gesù, e questa è “la porzione” di Maria che ascolta, la porzione buona che non le sarà mai tolta, perché “sua porzione è il Signore” (cf. Sal 16,5). Le donne non sono solo chiamate, come tutti i discepoli, al servizio, alla diakonía, ma innanzitutto all’ascolto: l’opposizione tra Marta e Maria rivelata da Gesù non è un’opposizione tra attività e contemplazione, ma tra non ascolto e ascolto del Signore

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