Queste parole di Gesù dopo due millenni vengono ascoltate dai credenti in lui con commozione profonda e convinzione perseverante. Certo, per accoglierle e, di conseguenza, non temere ma gioire, bisogna essere davvero il piccolo gregge che segue Gesù fino alla fine. Non basta dirsi cristiani, ma per esserlo veramente occorre essere “poveri”, peccatori che desiderano conversione, uomini e donne che non confidano in se stessi ma sanno mettere la fede e la speranza in Gesù e nel suo Regno veniente
Se il nostro tesoro è la comunione con il Signore Gesù, se la nostra vita è fondata su di lui, allora saremo capaci di condivisione fraterna
Gesù insegna che sempre Dio ci dà lo Spirito santo, se glielo chiediamo nella preghiera, e lo Spirito che scende nella nostra mente e nel nostro cuore, lui che si unisce al nostro spirito, è la risposta di Dio. Lo Spirito, a sua volta, ci insegna ad amare e ad accettare di essere amati dagli altri, sempre e in ogni situazione. Questo è l’esaudimento vero e autentico, questo è ciò di cui abbiamo veramente bisogno!
Grande è la novità di questa pagina: una donna si fa discepola di Gesù, e questa è “la porzione” di Maria che ascolta, la porzione buona che non le sarà mai tolta, perché “sua porzione è il Signore” (cf. Sal 16,5). Le donne non sono solo chiamate, come tutti i discepoli, al servizio, alla diakonía, ma innanzitutto all’ascolto: l’opposizione tra Marta e Maria rivelata da Gesù non è un’opposizione tra attività e contemplazione, ma tra non ascolto e ascolto del Signore
Un uomo anonimo, del quale Gesù non precisa nulla – né nazionalità, né condizione sociale, né appartenenza religiosa –, mentre percorre la strada che da Gerusalemme scende a Gerico viene assalito da banditi che lo depredano, lo picchiano e lo lasciano mezzo morto sul ciglio della strada
Il brano evangelico di questa domenica deve stimolare ognuno di noi e la chiesa nel suo insieme a pregare il Signore perché mandi operai nella sua messe, come e dove lui vuole. Nello stesso tempo, deve ricordarci che, di fronte alle urgenze della missione, prima Gesù e poi la chiesa hanno saputo creare ministeri, trovare forme inedite, chiamare nuovi soggetti a essere “inviati” del regno di Dio
Il brano evangelico di questa domenica deve stimolare ognuno di noi e la chiesa nel suo insieme a pregare il Signore perché mandi operai nella sua messe, come e dove lui vuole. Nello stesso tempo, deve ricordarci che, di fronte alle urgenze della missione, prima Gesù e poi la chiesa hanno saputo creare ministeri, trovare forme inedite, chiamare nuovi soggetti a essere “inviati” del regno di Dio
L'eucaristia è la sintesi mirabile di tutta l'esistenza di Gesù che è stata una pro-esistenza, un vivere se stesso, tutta la sua vita, come un unico atto di amore al Padre e ai fratelli. L'ultima cena, come la cena di Emmaus, come i racconti di moltiplicazione dei pani sono una continua testimonianza di questa esistenza in dono e un continuo appello a fare di noi stessi un dono a Dio e ad ogni figlio di Dio che incontriamo
Attraverso le parole di Gesù l’evangelista Giovanni ci accompagna a intravedere il nostro Dio come Padre, Figlio e Spirito santo: un Dio che è intimamente comunione plurale, un Dio che è comunione d’amore, un Dio che nel Figlio si è unito alla nostra umanità e attraverso lo Spirito santo è costantemente creatore di questa comunione di vita
Il respiro del Risorto diventa il respiro del cristiano: noi respiriamo lo Spirito santo! Ognuno di noi respira questo Spirito, anche se non sempre lo riconosciamo, anche se spesso lo rattristiamo e lo strozziamo in gola, nelle nostre rivolte, nei nostri rifiuti dell’amore e della vita di Dio narrataci da Gesù. Sì, il cristiano è colui che respira lo Spirito di Cristo, lo Spirito santo di Dio, e grazie a questo Spirito è santificato, prega il suo Signore, ama il suo prossimo