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San Nicola, santo dell'Ecumenismo

Il perché della scelta di Bari

Il santo che maggiormente unisce cattolici e ortodossi, e sotto vari aspetti anche i protestanti, è certamente san Nicola. Il motivo di questa sua speciale vocazione non è tanto nella sua biografia storica, quanto nell’immagine che di lui ha plasmato la tradizione ecclesiale.

Pochi sono i fatti certi della sua vita del vescovo di Mira, in Licia (attuale Turchia), al tempo di Costantino il Grande. Era un uomo estremamente deciso per la difesa dei deboli (salvando alcuni cittadini dalla decapitazione e alcuni comandanti militari, dal carcere) contro i potenti e l’imperatore stesso. La sua presenza al concilio di Nicea (325) sembra autorevolmente attestata; per questo motivo, dalle chiese ortodosse egli è visto soprattutto come difensore della fede. Nella chiesa occidentale è, invece, il santo della carità (dote alle fanciulle povere gettando tre sacchetti di monete d’oro attraverso la finestra della loro casa, resi iconograficamente con le tre palle d’oro sul Vangelo) e dei bambini (leggenda che mista a fatti storici ha fatto emergere la figura di Santa Claus/Babbo Natale).

Diversi scrittori del X secolo affermano che Nicola era venerato universalmente. Tale diffusione ad ampio raggio non era però ancora ecumenismo in senso moderno. L’Oriente e l’Occidente, Nord e Sud veneravano il Santo, ma ognuno per proprio conto e con modalità del tutto diverse. La Traslazione di S. Nicola da Mira a Bari nel 1087 suscitò grande entusiasmo in tutto il mondo cristiano, anche perché la caduta di Antiochia in mano ai musulmani, nel 1085, lasciava prevedere la devastazione della Licia e la distruzione della chiesa di san Nicola, già tentata dai musulmani 250 anni prima. I primi dati ecumenici a livello documentario risalgono dunque al decennio 1090-1100, e sono due in particolare: il concilio di Bari (1098) e la festa della Traslazione istituita dalla Chiesa russa di Kiev nel 1095. La santità della città di Bari e della sua Chiesa è incisivamente espressa nel Sermone storico della festa che così recita: “Beata davvero è la città di Bari e santificata è la sua Chiesa”.

Vi sono anche oltre mille chiese protestanti dedicate al santo di Myra. Sempre più, infatti, si sta prendendo atto di un dato storico: molte delle grandi città protestanti sono nate attorno, o in concomitanza, con una chiesa di san Nicola, il quale è, per le città del centro-nord Europa, patrono del commercio.

In occasione del Concilio Vaticano II la santa Sede ha preso consapevolezza delle potenzialità ecumeniche di san Nicola e della sua Basilica. La gioia più grande che tutti gli osservatori ortodossi potevano avere era di ottenere il permesso di celebrare la liturgia nella Basilica di San Nicola sulla tomba del Santo. Nel 1966 si concesse di creare nella cripta una cappella dove gli ortodossi potessero celebrare. Tre anni dopo veniva fondato l’Istituto di Teologia patristica greco-bizantina, che organizzò ben presto una serie di colloqui cattolico-ortodossi.

Sempre più sono aumentati i pellegrinaggi ortodossi in Basilica, divenendo un fenomeno di massa (oggi si contano 70mila fedeli russi all’anno), che ha dato vita all’indispensabile “ecumenismo di popolo”. Per tale consistenza i Domenicani hanno ritenuto opportuno fare un grande gesto di generosità ecumenica: consegnare la Basilica ai pellegrini ortodossi nei giorni 22 maggio e 19 dicembre, feste di san Nicola, secondo il calendario russo. Il tutto in consonanza col gesto ecumenico di papa Giovanni Paolo II, che nel febbraio del 1984 accese la lampada uniflamma versando dell’olio da un lato mentre il metropolita ortodosso di Mira, Chrysostomos Konstantinidis, lo versava dall’altro della stessa, in una simbologia prettamente ecumenica: l’unica fede alimentata dalle due tradizioni, quella cattolica e quella ortodossa.

Gli ultimi anni hanno mostrato i frutti ecumenici di questi rapporti pluridecennali. Il 6 dicembre 2016 si è recato in pellegrinaggio a Bari il Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo, definendo “provvidenziale” il fatto che le reliquie del Santo siano state custodite nel capoluogo pugliese. Dal 21 maggio al 28 luglio 2017, su specifica richiesta del patriarca di Mosca Kirill a papa Francesco, una reliquia di san Nicola è stata temporaneamente trasferita nella capitale russa e a san Pietroburgo, permettendone la venerazione di milioni di fedeli ortodossi.

Tutto questo può far comprendere il perché di Bari come sede per l’incontro ecumenico del 7 luglio tra papa Francesco e i Capi delle Chiese d’Oriente.

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