In questo primo giorno dell'anno, festa di Maria Madre di Dio e Giornata Mondiale della pace, vogliamo tentare di cogliere l'altro verso del Natale, o - se si vuole - l'altro versante dello "scambio", quello che riguarda noi, così come lo esprime il canto della liturgia
L'evento del Natale ci riguarda e si fa parola per noi: "Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito". A questa parola di un amore inaudito, al limite dello scandalo, si può rispondere solo con la fede.
Il nostro Salvatore, carissimi, oggi è nato: rallegriamoci! Non c'è spazio per la tristezza nel giorno in cui nasce la vita, una vita che distrugge la paura della morte e dona la gioia delle promesse eterne.
Davide e Maria: due persone, due storie, due cammini verso Dio, due diversi modi di credere.
Nel tempo dell’Avvento Giovanni il Battezzatore e Maria di Nazaret ci accompagnano con la loro attesa perseverante, la loro fede salda e la loro obbedienza risoluta al Signore Veniente.
In questo tempo di Avvento, che ci prepara al Natale, la Chiesa ha voluto presentarci chi era Maria, la Donna che Dio ha scelto fin dall'eternità a essere Madre del Figlio Suo, Gesù.
Anche in questa domenica la Parola proclamata nella liturgia ci invita a prepararci alla Venuta del Signore.
Questo il centro dell’annuncio che proviene dalla pagina evangelica.
Con oggi finiamo l’anno liturgico, vissuto in compagnia di Matteo, il pubblicano divenuto discepolo per il Regno, lo scriba che ha saputo tirar fuori dal suo tesoro cose vecchie e cose nuove.
Verrà, il Signore, nella pienezza dei tempi. Tornerà solo quando noi tiepidi discepoli saremo riusciti a costruire un pezzo di Regno, senza presunzione, senza chiusure, senza arroccamenti. Verrà e regnerà nella pienezza, su di noi che ora viviamo nella parzialità. In questo tempo fra ora e allora, possiamo diventare succursali del Regno, testimoni del risorto. Mettendo a frutto i doni che ci sono stati donati, mettendo a frutto i nostri talenti.