Questa è la “differenza cristiana”, la differenza del discepolo di Gesù rispetto a giudei o pagani, indifferenti o non credenti. Amare l’altro nella sua irriducibile alterità, al di fuori di ogni logica di reciprocità, che richiede il contraccambio e il riconoscimento reciproco dei diritti. Spetta dunque al cristiano vincere la paura del diverso, avere il coraggio di opporre il bene al male, assumere un comportamento pieno di amore gratuito verso i nemici, chiedere a Dio il bene, la felicità, la vita dell’aggressore
Il Vangelo di oggi può apparire di una grande durezza, sulla bocca di Gesù. Ma non è così.L'amore e la giustizia devono possedere quella nettezza di verità che è nella loro stessa natura: non possono subire contraddizioni, che ne farebbero perdere la profonda e grande bellezza
Essere sale e luce non può mai essere per il cristiano e per la comunità cristiana nel suo insieme un dato acquisito una volta per tutte, una garanzia, ma è sempre un evento di grazia che avviene quando c’è obbedienza del credente e della comunità alla parola del Signore Gesù, quando si custodisce e si realizza la parola del Vangelo
Cerchiamo di ascoltare con semplicità le beatitudini, leggendole e rileggendole più volte, nella fede che la parola di Dio contenuta in esse può raggiungere senza commenti il nostro cuore e concederci non una conoscenza intellettuale, ma una sovraconoscenza, nell’adesione a Gesù, nella speranza che solo lui può innestare in noi, nella carità che è il suo Spirito santo effuso nei nostri cuori. Ogni nostra lotta per vivere le beatitudini è stata iniziata da Gesù Cristo stesso, che ce ne ha dato l’esempio: è lui il primo a cui sono indirizzate le beatitudini
“Convertitevi!” è stata una parola di Giovanni il Battista, di Gesù, di Pietro, ed è la prima parola che la chiesa deve rivolgere a quanti incontra. Il Regno avviene là dove uomini e donne permettono a Dio di regnare in loro attraverso la conversione. Per costoro il regno di Dio si è avvicinato, può essere realtà già qui sulla terra, dove Dio regna. Il Regno è annunciato, anzi offerto da Gesù come una realtà che il credente può accogliere: basta che lasci regnare Dio su di sé, ed ecco che il regno di Dio è inaugurato
Non dobbiamo mai pensare di avere una conoscenza, un’immagine di Gesù nostra definitivamente acquisita, ma dobbiamo sempre rinnovarla con l’assiduità al Vangelo. Altrimenti, se prevalgono le nostre proiezioni su di lui, anche Gesù può essere per noi un idolo. Non basta affermare: “Ciò che abbiamo di più caro nel cristianesimo è Gesù”, occorre che sia il Gesù che è Vangelo e il Vangelo che è Gesù!
I sapienti delle genti, i magi, “al vedere il bambino e sua madre” contemplano non quello che avevano tanto atteso e cercato, ma altro. E come convertiti, mutati nella loro mente e nel loro cuore, riconoscono la regalità nell’anti-regalità, la regalità potente e universale nella debolezza umana, in un infante incapace di parlare e di essere eloquente con la parola. Essi capiscono e giungono alla fede, pur non avendo né la rivelazione né le sante Scritture. Poi fanno ritorno al loro paese attraverso un altro cammino, cioè un altro modo di pensare e di vivere
In questo primo giorno dell'anno, festa di Maria Madre di Dio e Giornata Mondiale della pace, vogliamo tentare di cogliere l'altro verso del Natale, o - se si vuole - l'altro versante dello "scambio", quello che riguarda noi, così come lo esprime il canto della liturgia
Gli uomini e le donne di oggi sono tentati di leggere come un mito questo racconto “miracoloso”, ma occorre capire ciò che in profondità vuole comunicare alla nostra fede. Questa l’intenzione dell’evangelista: far comprendere al lettore che un uomo come Gesù solo Dio ce lo poteva dare, che è stato Dio a inviarlo; anzi, se Gesù era in forma di Dio e si è spogliato con l’umanizzazione, allora è veramente il frutto della volontà di Dio e dell’acconsentimento dell’umanità a questo “meraviglioso scambio”, a queste nozze. Come dire che Gesù era in relazione con Dio, che era la presenza di Dio tra gli uomini? L’unzione dello Spirito santo che feconda il grembo di Maria appare un racconto adeguato per fondare la fede
Questa la grandezza di Giovanni: nel buio della prova non decide da sé, non si dà una risposta, ma lascia che sia Gesù a dargliela. Giovanni era un uomo saldo e convinto, che non tremava davanti ai poteri di questo mondo. Era un uomo roccioso, con una postura diritta, che non si piegava davanti a nessuno se non al Signore. Era un uomo rimasto sempre lontano dai palazzi dei re e dei sacerdoti. Era un uomo che non conosceva le vesti sfolgoranti, preziose o morbide: non frequentava salotti e sapeva tenersi lontano da quelli che usano il loro potere per contaminare e rendere schiavi gli altri. Davvero – come testimonia Gesù – “fra i nati da donna non è sorto nessuno più grande di lui”, per i suoi doni e la sua qualità umana ed etica