Nell'episodio della presentazione di Gesù al tempio, la Chiesa, guidata dallo Spirito, ha scorto un mistero salvifico, relativo alla storia della salvezza: ha rilevato la continuità dell'offerta fondamentale che il Verbo incarnato fece al Padre, entrando nel mondo.
Il vangelo ci mostra Gesù aprire la sua predicazione in un quadro sociale e religioso tanto simile al nostro: multiculturalità, diversità di ogni genere, e insieme necessità di confronto e di incontro. Anche noi siamo immersi, ognuno nella propria quotidianità, nella "Galilea delle Genti".
Fino alla Croce Gesù è l'agnello che si immerge nel fiume del nostro peccato: "noi lasciamo nell'acqua le nostre lordure, uscendone purificati; lui vi si immerge, uscendone carico della nostra immondezza"
Nel battesimo di Gesù riscopriamo il nostro battesimo: rinati dall'acqua e dallo Spirito Santo, sappiamo di essere figli amati, oggetto della compiacenza di Dio, fratelli di tanti altri fratelli, investiti di una grande missione, per testimoniare e annunziare a tutti gli uomini l'amore sconfinato del Padre
Come per i Magi, cercare Dio vuol dire camminare, fissando gli abissi del cielo e sondando i crepacci del cuore: occorre guardare in alto, guardare dentro, guardare oltre
Il prologo del vangelo di Giovanni è un testo di valore unico. Come gli altri evangelisti egli lo premette alla sua opera per presentare il protagonista del racconto. Ma a differenza degli altri, egli non si ferma al Battista (come Marco) o alla nascita verginale (come Matteo e Luca). Egli risale fino alle origini; e queste origini risalgono all'eternità di Dio.
Il personaggio che emerge dal racconto di Matteo, è Giuseppe, lo sposo di Maria, il custode di Gesù. Giuseppe appare come l'uomo che sa riconoscere la provvidenza divina in ogni circostanza, anche nelle situazioni più complicate e senza apparente via di uscita.
Messaggio di auguri di S.E. Mons. Francesco Cacucci alla Comunità Diocesana per il Natale 2013
Il falegname di Nazaret è grande perché davvero grande è la sua fede. Credere, per questo uomo umile, disponibile e fedele è lasciar fare a Dio; non è solo desiderio di servire il Signore, e neanche solo di attendere la sua venuta, è disponibilità a lasciarsi sorprendere da lui.
Perché la Chiesa ci ripropone quella sua domanda in questo tempo di Avvento? È ovvio che noi aspettiamo di celebrare nel prossimo Natale la venuta di Gesù come colui che è il Messia-Cristo, ma la domanda che ci dobbiamo porre è: che specie di Messia noi crediamo che sia Gesù? In altre parole, il nostro tipo di Messia corrisponde alla vera identità di Gesù?