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Editoriali

II Domenica di Pasqua anno B. Risorto vivente per sempre

L’operazione più difficile, per Tommaso come per noi, sta proprio nel vedere nei corpi piagati la potenza di una trasfigurazione che fa delle piaghe delle cicatrici luminose e piene di senso: non più segno di morte o di peccato, ma segno di guarigione e di vita per sempre

Domenica di Pasqua anno B

Il testo insiste sulla dimensione paradossale e scandalosa della Resurrezione. Infatti, come i discepoli fuggirono al momento dell'arresto di Gesù, inizio della passione, così le donne fuggono dalla tomba vuota e non riferiscono a nessuno quanto hanno ascoltato. La resurrezione è disorientante come la passione e la morte in croce

Veglia Pasquale nella Notte Santa anno B

"La chiarezza e la gioia che, per la gran parte di noi, sono pensiero della Pasqua, non può cambiare nulla del fatto che, il contenuto profondo di questo giorno sia, per noi, molto più difficile da comprendere, rispetto a quello del Natale. La nascita, l'infanzia, la famiglia, tutto ciò fa parte del nostro mondo di esperienze"

V Domenica di Quaresima anno B. Il chicco di grano che muore e dà frutto

La vicenda del chicco di grano è la vicenda di Gesù ma anche quella del suo servo, il quale, proprio seguendo Gesù, conoscerà la passione e la morte come il suo Signore, ma anche la resurrezione e la vita per sempre. Non sarà solo Gesù a essere glorificato dal Padre ma anche il discepolo, il servo che, seguendo il suo Signore, diventa suo amico

IV Domenica di Quaresima anno B. La gloria dell’amore

Lo sguardo di Giovanni sulla passione e morte di Gesù ci appare quasi insostenibile, eppure è lo sguardo che ci permette di vedere in una storia di morte una storia di amore: una storia gloriosa dell’amore umano vissuto da Gesù, che così ha narrato una volta per tutte di essere il dono di Dio all’umanità, la narrazione definitiva del suo amore

II Domenica di Quaresima anno B. Ascoltate lui, il Figlio amato!

Nel mistero della trasfigurazione risuona l’invito decisivo per ogni discepolo e discepola di Gesù: occorre ascoltare lui, il Figlio, non le proprie paure, non i propri desideri, non le proprie immagini o le proprie proiezioni su Dio. Ormai anche per vedere e ascoltare Dio occorre vedere e ascoltare Gesù

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