Ss. Trinità anno A. Una vita cristiana ritmata dalla Trinità
La Trinità di Dio è il mistero della sua bellezza. Negarla è avere un Dio senza splendore, senza gioia, un Dio senza bellezza (K. Barth)
La Trinità di Dio è il mistero della sua bellezza. Negarla è avere un Dio senza splendore, senza gioia, un Dio senza bellezza (K. Barth)
Così termina il vangelo: all’inizio alla vergine era stato annunciato che avrebbe dato alla luce un Figlio, il Dio-con-noi, l’Emmanuele ; ora, anche se nel seno del Padre, nella gloria divina, Gesù resta il Dio-con-noi per sempre
L’amore autentico per il Signore si lascia plasmare dalla parola che il Signore ci rivolge, è sempre realizzazione della parola di Dio, è un fare ciò che lui comanda e vuole
Non è possibile una conoscenza di Dio disgiunta dalla conoscenza di Gesù, e su questo dobbiamo interrogarci: chi è Dio per me? Dove lo cerco?
Gesù è il pastore perfetto perché dà la vita per le sue pecore offrendo spontaneamente se stesso per amore dei suoi, perché questi conoscano l'amore del Padre.
Resta con noi, perché si fa sera. Ed egli rimase con loro. Da allora Cristo entra sempre, se soltanto lo desidero. Rimane con me e mi trasforma, cambiandomi tre cose, il cuore, gli occhi, il cammino.
Ciò che ci fa credere è la croce. Ma ciò in cui crediamo è la vittoria della croce (Pascal): la vittoria sulla morte e sulla violenza.
Quella che stasera ci viene raccontata è una storia di luce che, per quanto venga offuscata dalle tenebre dei numerosi peccati, non si spegne mai, perché è resa vittoriosa dall'amore infinito di Dio.
In questo racconto della passione secondo Matteo, dove mi pongo io, discepolo? Sono come uno dei Dodici i quali, abbandonato tutto per seguire Gesù, giunta la passione, “tutti lo abbandonarono e fuggirono” ?